Teatro

“…ed è solo quando il lieve ticchettio delle chele sul selciato diventa lontano, che l’orchestra comincia a suonare.”

Moira Mion e Francesco Niccolini in “Ninèa Serraglia – Donna di Barena”

“…l’ultima vale tutto!”

Moira inizia la sua formazione teatrale alla scuola di recitazione Giovanni Poli presso il Teatro a l’Avogaria di Venezia, dal 1996 al 1998, dove entra a far parte della compagnia stabile esibendosi in tournée sia in Italia che all’estero, in produzioni di Giovanni Poli, Bepi Morassi e Adriano Jurissevich.
Con Luca Altavilla, Marco Menegoni, Gaia Dolcetta e Lisa Ostborn fonda la compagnia Arco Teatro di Venezia, diretta da Damiano Michieletto e amministrata da Nadia Voltolina.
Nei primi anni del duemila lavora ai progetti per l’educazione del Teatro La Fenice di Venezia e del Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni.
Continua la sua formazione negli anni studiando con Virgilio Zernitz (dizione e recitazione), Carlo Boso (maschera e commedia dell’arte), Carola Caruso (tecniche vocali ed improvvisazione), Nayra Gonzales (espressività corporea), Ascanio Celestini (narrazione), Francesco Niccolini (scrittura teatrale) e Marco Paolini (narrazione).
Partita da una formazione tradizionale in seno alla Commedia dell’Arte, matura col tempo una sempre maggior propensione al teatro di narrazione, ispirandosi ai grandi monologhisti della scena.

Ninèa Serraglia

Donna di barèna

Di Moira Mion e Francesco Niccolini

E’ pescatrice Ninèa, interprete dell’acqua e dei suoi umori, di quel linguaggio sospeso tra l’alchemico e il sacro che i venti, i pesci e le tamerici sanno parlare.
Capelli corvini e pelle olivastra che brunisce in fretta al sole, Ninèa vive un tempo scandito dalle maree… (continua a leggere)

Andar Sevénte,
tornar Dosàna

Popi, sguardo da un tràsto

Di e con Moira Mion
Tratto dalle ricerche di Meme Pandin sulla storia della sua famiglia

Popi srotola e ci invita a toccare quel filo d’acqua che la lega a Chioggia, a Valle di Rivòla detta El Barenòn , a Marghera.
Un unico filo fatto della medesima acqua e dello stresso respiro, quando il respiro di una donna si fa respiro della barèna, è sevènte e dosàna, cresce e cala, apre e chiude, è l’alternarsi delle maree dell’esistenza... (continua a leggere)

Un papavero rosso ogni tre metri de gran

Romeo Isepetto: un eroe imbarazzante


Testo di Moira Mion
Musiche di Gualtiero Bertelli
Con Gualtiero Bertelli e
Moira Mion

Lo spettacolo di teatro–canzone, nato nel 2014, ripercorre con canti, immagini e racconti la vita di un eroico e poco noto militante antifascista di Mira, Romeo Isepetto, pescatore partigiano, eroe scomodo caduto nell’oblio. Arrestato nel 1944 e sopravvissuto a Mauthausen, viene ucciso da una carica esplosiva in barena a Giare, nell’agosto 1947.
Muore da pescatore di frodo in quella stessa laguna che l’aveva visto combattere il fascismo, ma i cui proprietari non erano cambiati… (continua a leggere)


“… Destarono grande scalpore tre ragazze milanesi, probabilmente parenti di qualcuno dei nostri paesi, che giunte in spiaggia si misero in bikini. In città erano abituate in piscina, si usava così, questa era la risposta ai commenti taglienti di qualcuno. Era il 1948, e le nostre donne andavano in acqua vestite! Le più audaci cominciavano a mostrare la parte alta del costume intero! E del resto è del 1947 la bolla che toglie la scomunica agli attori e concede loro di venir sepolti in camposanto… e queste stavano in bikini!”

A proposito della spiaggia di Giare,
da “Un papavero rosso ogni tre metri de gran”


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